Il Governo sta lavorando duramente alla nuova manovra di Bilancio per il 2021 e tra le centinaia di emendamenti proposti c’è anche l’inclusione degli immobili plurifamiliari ammessi al Superbonus del 110%. A dire il vero gli emendamenti hanno già superato quota 7000 e, quindi, la nuova Legge di Bilancio 2021 sembra lontana dalla promulgazione definitiva. C’è anche da considerare che di questi emendamenti sono oltre quattrocento quelli che hanno ad oggetto il discusso Superbonus 110%.

 

Proroga 2023 per il Superbonus: ecco le proposte

Tra le richieste più ricorrenti c’è la proroga temporale per usufruire dell’agevolazione. Alcuni emendamenti fisserebbero la data ultima di scadenza alla fine del 2022 mentre molti altri chiedono una proroga fino addirittura al 2025. Attualmente la scadenza del Superbonus 110% è prevista per il 31 dicembre 2021 e solamente per le iniziative di edilizia sociale questa è prorogata al 30 giugno 2022.

L’articolo in discussione prevalente, quindi, è il 119 del Decreto Rilancio con uno schieramento di oltre sessanta deputati che chiedono di aumentare i tempi di accesso alla proroga, motivando questa richiesta con il voler dare tempo al Paese di riprendersi dallo shock collettivo del Covid. A queste richieste si aggiungono anche le mozioni per includere tra gli immobili agevolati i condomini a mono-proprietario e quelli in comproprietà con altri soggetti. In questo modo si risolverebbe la gravosa esclusione dal benefit di tutti gli immobili plurifamiliari non costituiti formalmente in condominio perché non di proprietà di più soggetti.

 

Altre proposte per i beneficiari del bonus

Tra le richieste di emendamento figura anche la modifica della disciplina della polizza RC professionale. Per questa, infatti, si vorrebbe consentire l’utilizzo esteso ai progettisti a patto che non vi siano esclusioni dovute ad attività di asseverazione a massimale non inferiore di cinquantamila euro.

È per questo che in Parlamento si discute di ampliare i benefici del Bonus ad altri soggetti come le imprese, gli alberghi, le attività turistiche e ricettive, gli agriturismi, le scuole paritarie, gli impianti sportivi e i possedimenti di liberi professionisti. A questa richiesta si aggiunge quella che prevede di ammettere anche immobili non dotate di accessi esterni autonomi e quelle che fanno parte delle categorie catastali A1 e A8, che al momento sono escluse. Si tratta delle abitazioni signorili e delle abitazioni in villa che, teoricamente, apparterrebbero a proprietari dallo stile di vita agiato. Questa richiesta ha riscosso numerose perplessità per cui potrebbe risultare quella meno attuabile.

Gli emendamenti per il tetto delle due unità immobiliari

Infine segnaliamo la richiesta di modifica della Manovra per gli immobili storici e quelli vincolati che, secondo i parlamentari, dovrebbero essere gestiti differentemente da quanto ufficiosamente stabilito. In particolare il requisito energetico per usufruire del Superbonus 110% non dovrebbe consistere nel passaggio in ottica di miglioramento di due classi energetiche ma ne basterebbe soltanto una. L’eliminazione del tetto di due unità immobiliari resta ancora in ballo mentre si ragiona anche sulle asseverazioni sullo stato legittimo di tutti gli immobili che, ad oggi, beneficerebbero del diritto del bonus.

In particolare l’emendamento propone di limitare il bonus alle sole parti dell’edificio che sono realmente interessati dai lavori di rifacimento. Per far ciò si prevede un’indicazione di massima degli estremi del titolo abitativo da parte di chi ha previsto la costruzione o rilasciato la sanatoria.

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