Quando si perde una persona cara, doversi recare al lavoro ed essere affidabili, proattivi ed efficienti può risultare davvero difficile.

Per fortuna, il lavoratore è tutelato, da questo punto di vista, dalla legge, la quale gli consente di usufruire di un permesso retribuito, denominato congedo per lutto, senza dover perdere giorni di lavoro.

In questo articolo andremo ad analizzarne tutte le caratteristiche e a scoprire in quali casi è possibile ottenerlo, come ottenere un permesso lutto suocero, quanti giorni si possono richiedere e via dicendo.

Permesso per lutto: di cosa si tratta

Quando si parla di permesso per lutto, quindi, si fa riferimento a un periodo di tempo durante il quale il lavoratore, in seguito al decesso di un familiare, ha il diritto di non recarsi al lavoro.

Le giornate di astensione non vengono perse, ma risultano normalmente retribuite e concorrono, come normali giornate lavorative, alla maturazione di tredicesima, quattordicesima, TFR, ferie, festività e permessi.

Questo tipo di permesso rientra a tutti gli effetti nella categoria dei congedi familiari, pensati per offrire ai dipendenti pubblici e privati una maggiore tutela per quanto concerne il diritto di prendere parte alla vita familiare.

Quando si può richiedere

Il congedo per lutto può essere richiesto in caso di decesso di un componente del proprio nucleo familiare; in particolare, secondo la legge italiana è possibile usufruirne quando muore:

  • il coniuge, anche separato, o la persona alla quale si era uniti civilmente;
  • tutti i parenti di primo e secondo grado, conviventi o non conviventi;
  • i componenti della famiglia anagrafica.

Alcuni CCNL ampliano il numero di casi per i quali è possibile astenersi dal lavoro, permettendo ad esempi di ottenere un permesso lutto suocero o per altri parenti affini, non previsti in modo diretto dalla legge.

Permesso per lutto nonna: si può richiedere?

In questo caso la risposta è sì; a differenza del permesso lutto per suocero, ma anche per zii e cugini, in caso di morte di uno dei nonni è sempre possibile astenersi alcuni giorni dal lavoro, in quanto il grado di parentela è, in questo caso, di 2° grado.

Quanti giorni si possono richiedere

I giorni spettanti per lutto sono tre e possono essere richiesti entro e non oltre i sette giorni dopo la morte del parente.

Naturalmente, non è obbligatorio prendere tutti e tre i giorni di permesso, così come non è necessario utilizzarli uno di seguito all’altro. Il lavoratore può infatti decidere liberamente se utilizzare un solo giorno, magari per partecipare al funerale, oppure tutti e tre.

Nel momento in cui si prende questa decisione, è importante tenere conto di due fattori che potrebbero influenzare la scelta:

  • il congedo per lutto è associato a quello per grave infermità di un familiare o del coniuge;
  • i tre giorni non riguardano il singolo evento, ma sono calcolati su base annua.

Dunque, per legge, ogni lavoratore dipendente ha diritto ogni anno a tre giorni totali di permesso retribuito per lutto o infermità di un parente.

Alcuni contratti nazionali del lavoro consentono ai lavoratori di usufruire dei giorni non su base annua, bensì per ogni lutto.

Chi paga i giorni di permesso

L’astensione dal lavoro per lutto è una spesa a carico del datore di lavoro, il quale deve dunque includere in busta paga anche lo stipendio relativo a queste tre giornate all’anno, nel caso in cui il lavoratore ne usufruisca.

Non si tratta dunque di un permesso INPS, in quanto, diversamente da quelli per malattia, congedo parentale o gravidanza, non sono a carico dell’istituto di previdenza ma del titolare.

Uno strumento per il benessere dei dipendenti

Il permesso per lutto rappresenta un importante strumento in grado di offrire ai lavoratori la possibilità di affrontare momenti di dolore all’interno del proprio nucleo familiare.

Mentre in caso di decesso del coniuge o di parenti fino al 2° grado è sempre possibile ottenere il congedo retribuito, entro il limite massimo di tre giorni all’anno, il permesso lutto suocero e affini non è sempre riconosciuto e varia in base al CCNL di riferimento. Sapere chi ha diritto a congedi per casi particolari, nonché comprendere i requisiti e i passaggi da seguire per richiedere questo permesso è fondamentale per garantire un processo fluido ed efficace durante un periodo emotivamente difficile.

Previous

Consulenza legale gratuita: è possibile ottenerla?

Next

Quanto tempo ci vuole per ottenere un prestito

Check Also