Sospensione mutuo coronavirus, tutto ciò che c’è da sapere: il decreto “Cura Italia”

Il coronavirus ha cambiato la vita di tutti gli italiani ed ha determinato l’aggravarsi della crisi economica e finanziaria del paese.

Sono numerosi coloro che, a fronte dell’emergenza mondiale del Covid-19, hanno dovuto reagire ad una serie di difficoltà legate ai pagamenti ed ai conti, spesso in rosso a causa della chiusura delle attività lavorative o della riduzione degli orari di lavoro.

In questa situazione drammatica, il Governo italiano ha tentato di operare per contenere al meglio la diffusione del virus e, contestualmente, anche per cercare di tendere una mano ai tanti cittadini che si ritrovano a dover pagare le rate del mutuo per l’acquisto della prima casa.

Quello che doveva essere un traguardo, oggi – nella fase più acuta e delicata della pandemia – si è trasformato in una tappa intermedia che ha segnato un evidente “stop”.

L’esecutivo tricolore guidato dal presidente del consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, ha messo mano al cosiddetto “Decreto Liquidità”, con il quale ha imposto il “lockdown” anche per i mutui. Proprio così, le rate possono essere sospese per un determinato periodo di tempo.

Ma partiamo dall’inizio: già dal 2 Marzo scorso, ancor prima dello stop forzato di tutte le attività, l’esecutivo Conte – per assicurare un sostegno finanziario a coloro che si sono ritrovati in difficoltà con il pagamento regolare delle rate del mutuo – aveva stabilito l’opportunità di accesso alle risorse del Fondo di Solidarietà, gestito – per conto del Ministero dell’Economia – dalla Consap.

il video sul Decreto “Cura Italia”

La #sospensione del #mutuo è una priorità, per milioni di Italiani in difficoltà. Ecco come fare. https://www.anee.it/sospensione-mutuo-coronavirus/ #Coronavirus

Sospensione mutuo Coronavirus, le novità: i requisiti necessari ed il modello per inoltrare richiesta

 requisiti: è l’articolo 26 del DPCM datato 3 marzo 2020 a mettere nero su bianco in merito alla sospensione delle rate del mutuo della prima casa e a stabilire chi può accedere al Fondo di Solidarietà. Ma quali sono i requisiti che si devono possedere? Di seguito, li elenchiamo:
 
·       Deve trattarsi di prima casa (sono esclusi gli immobili che rientrano nella categoria di “lusso”)
·       La somma delle rate mancanti per il pagamento dell’intero mutuo non deve superare i 250.000 euro complessivi
·       Certificazione della riduzione degli orari di lavoro o della sospensione dell’attività lavorativa per un periodo minimo di 30 giorni (sarà il datore di lavoro ad attestarlo con specifica documentazione)
·       Finanziamento in corso da almeno un anno
·       Non c’è la necessità di presentare il modello ISEE (non è stabilito alcun limite di reddito per l’accesso al Fondo)
·       Il pagamento delle rate non può superare i 90 giorni di ritardo
·       L’accesso al fondo di Solidarietà è garantito – previa presentazione di autocertificazione –  anche per i lavoratori autonomi e quelli in cassa integrazione (art.54 del Decreto “Cura Italia”) ed anche per gli  artigiani, i commercianti ed i piccoli imprenditori (precedentemente esclusi dal decreto emanato in origine)
 
–         Partite IVA: il popolo della Partite IVA potrà avere accesso al Fondo di Solidarietà solo qualora dimostri che l’avvenuta riduzione del fatturato sia superiore al 33% rispetto agli ultimi tre mesi dell’anno precedente (2019) e che, quindi, l’oggettiva difficoltà economica sia stata concretamente determinata dall’emergenza in essere.
 
–        Il modello: la pubblicazione della nuova domanda è stata annunciata a fine marzo scorso dal dicastero capitolino dell’Economia e delle Finanze che ne ha introdotto la modalità di compilazione direttamente online, al fine di facilitare e velocizzare il processo.
–        Ma, ora, nel dettaglio vediamo quali sono le novità in merito alla sospensione del mutuo della prima casa.

Il nuovo modello può essere scaricato, oltre che dal sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze, anche da quelli dell’Associazione Bancaria italiana e del Consap. Rispetto alla prima versione, è stata eliminata la richiesta del modello ISEE e questa misura è stata resa accessibile anche ai lavoratori autonomi, purché siano in possesso di determinati requisiti e – mediante apposita autocertificazione – dimostrino l’effetto negativo che ha determinato, tra gli altri, anche l’inevitabile diminuzione del fatturato.

Coronavirus, come richiedere la sospensione del mutuo sulla prima casa

Ma come si può compilare il modulo e a chi dovrà essere inoltrata la richiesta? Prima di ogni cosa, chi vuole accedere al Fondo di Solidarietà dovrà scaricare l’ultima versione del documento che può essere direttamente compilata online sui vari siti sopra indicati e, una volta ultimata la procedura, la richiesta dovrà essere inoltrata alla banca presso la quale si è acceso il mutuo, alla quale dovrà contestualmente essere fornita tutta la documentazione necessaria e richiesta per la sospensione del pagamento delle rate del mutuo per la prima casa.
Qualora non andasse a buon fine la richiesta e la stessa risultasse negata, il cittadino che ritiene di essere in possesso di tutti i requisiti, potrà segnalare l’istituto di credito, inoltrando apposita comunicazione a mezzo mail.

Sospensione mutuo coronavirus: per quanto tempo è possibile beneficiarne?

Complessivamente, il tempo massimo previsto per beneficiare della sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa è pari a 18 mesi, ma è necessario evidenziare alcune importanti precisazioni e specificare tutti i termini stabiliti dal governo italiano.
Tutti coloro che soddisfano i requisiti stabiliti dall’esecutivo all’alba del nuovo decreto “Cura Italia”, possono inoltrare la propria richiesta ma, in merito alle tempistiche, è l’articolo n. 54 a puntualizzare che la sospensione dei pagamenti del mutuo deve avere durata massima che non superi:
·       I 6 mesi: nel caso in cui la durata della sospensione o della riduzione del lavoro vada dai 30 ai 150 giorni lavorativi consecutivi;
·       I 12 mesi: nel caso in cui sia compresa tra i 151 ed i 302 giorni lavorativi;
·       I 18 mesi (durata massima): qualora lo stop delle attività lavorative risulti superiore ai 303 giorni consecutivi;
 
La compilazione della richiesta di sospensione è molto semplice: basterà seguire tutte le specifiche indicate e munirsi preventivamente di tutta la documentazione richiesta per accelerare la procedura.
 

Link alla normativa: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/03/17/20G00034/sg

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *