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Coronavirus, cassa integrazione: tutto ciò che c’è da sapere

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Coronavirus, cassa integrazione: tutto ciò che c’è da sapere

La diffusione del Coronavirus ha messo in ginocchio il mondo intero e, tra i paesi più colpiti, l’Italia è stata costretta a correre ai ripari e a garantire sussidi ai lavoratori che, a causa della pandemia, hanno interrotto le prestazioni in merito allo svolgimento della propria attività lavorativa.

Questo è certamente un argomento spinoso e merita di essere trattato in maniera approfondita e dettagliata perché riguarda da vicino milioni di italiani.

L’esecutivo tricolore guidato dal presidente del consiglio Giuseppe Conte, con il decreto “Cura Italia” ha previsto l’estensione della cassa integrazione in deroga a tutta la penisola.

In questa maniera, i datori di lavoro che inoltreranno regolare domanda potranno tirare un sospiro di sollievo ed i lavoratori riceveranno le somme fissate direttamente sul proprio conto corrente. Le richieste per la cassa integrazione sono state inviate a partire dalla fine dello scorso marzo e, ad oggi, sono state moltissime.

In ogni caso, il suddetto decreto – n.18/2020 – ha stabilito quanto segue:

Nuova Cassa di integrazione ordinaria: è l’art. 19 del decreto Cura Italia a sancirne la creazione ed a stabilire che, nell’anno in corso, i datori di lavoro che sono stati costretti ad interrompere o a ridurre la propria attività professionale a causa della diffusione del Coronavirus, possono inoltrare la propria richiesta, avendo cura di specificare la causale “emergenza Covid-19”.

La nuova misura introdotta dal governo italiano fa riferimento al periodo con decorrenza dal 23 febbraio 2020 fino al 31  agosto dello stesso anno. I lavoratori per i quali viene richiesta la cassa integrazione dovranno risultare dipendenti effettivi alla data del 23 febbraio, indipendentemente dal possesso o meno del requisito dei 90 giorni di anzianità aziendale.

  • Cassa integrazione ordinaria in sostituzione della straordinaria: l’art.n.20 del decreto Cura Italia precisa che “le aziende che alla data del 23 febbraio 2020 avevano in corso un trattamento di integrazione salariale straordinario, possono presentare domanda di concessione del trattamento ordinario che sospende e sostituisce il trattamento di integrazione straordinario già in corso”.
  • Fondo di integrazione salariale: L‘art.21 prevede la possibilità di sostituire eventuali trattamenti di assegni di solidarietà con un assegno ordinario. Quindi, possono inoltrare richiesta per ottenere l’assegno tutti i lavoratori che – sempre alla data del 23 febbraio – avevano in corso un assegno di solidarietà che, naturalmente, verrebbe sospeso, in quanto considerato superato.
  • Cassa integrazione in deroga: l’art.22 affida agli enti locali (Regioni e province) il compito di riconoscere, nell’eventualità, trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga anche ai privati di qualsiasi altro settore che non risulti inserito nelle varie disposizioni precedenti. Tale trattamento è valido, a seguito di preventivo accordo sindacale anche per via telematica, per la durata della sospensione del rapporto lavorativo. Nel caso in cui si tratti di aziende che contano meno di 5 dipendenti, tale accordo non è richiesto. Sarà l’INPS ad occuparsi della concessione del trattamento erogando il pagamento della prestazione, dopo aver ricevuto dagli enti preposti apposito elenco di coloro che possono beneficiare di tale misura.

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