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    Codice Tributo 750T: a cosa serve e come pagarlo

    28/01/2026 5 Mins Read

    Quando ci si occupa di una pratica di successione o di un aggiornamento nei registri immobiliari, ci si imbatte inevitabilmente nel codice tributo 750T. Non si tratta di una tassa sul patrimonio, ma molto più semplicemente dell’imposta di bollo dovuta allo Stato per la registrazione di documenti presso l’Agenzia delle Entrate – Territorio.

    Nonostante l’importo sia spesso contenuto, sbagliare questo codice o il modello di pagamento blocca l’intera pratica catastale. Se il pagamento non viene correttamente abbinato alla documentazione, l’immobile resterà intestato al precedente proprietario, creando problemi legali in caso di vendita, affitto o calcolo delle imposte locali come l’IMU.

    Indice

    Toggle
    • Cosa identifica esattamente il codice 750T?
    • Codice 750T e dichiarazione di Successione
    • Come compilare il Modello F24 Elide senza errori
      • Il codice ufficio
      • La sezione “Erario ed Altro”
    • Cosa succede se si commettono errori nel versamento del bollo?
    • Differenza tra imposta di bollo e tasse ipotecarie
      • Trascrizioni di sentenze e altri atti immobiliari
    • Perché conservare la ricevuta del codice tributo 750T?
    • Domande Frequenti (FAQ)
      • Articoli correlati:

    Cosa identifica esattamente il codice 750T?

    Il codice 750T serve a pagare l’imposta di bollo in modalità telematica. Prima della digitalizzazione, si utilizzavano le classiche marche da bollo cartacee; oggi, per operazioni come la trascrizione di una successione o la voltura catastale, il fisco richiede che il tributo venga versato tramite banca o ufficio postale usando il Modello F24.

    L’imposta di bollo legata a questo codice è dovuta per la “formalità” della trascrizione. In parole povere, ogni volta che chiedi all’Agenzia delle Entrate di scrivere nei propri registri che la proprietà di una casa è passata da un soggetto a un altro, devi pagare questa sorta di diritto di segreteria statale. È importante sapere che il 750T non sostituisce le altre imposte (come quella ipotecaria o catastale), ma si aggiunge ad esse come onere fisso.

    Codice 750T e dichiarazione di Successione

    Il caso più comune in cui devi utilizzare il codice 750T è la presentazione della successione. Quando muore un parente e tra i beni ci sono appartamenti, terreni o box, gli eredi devono presentare una documentazione tecnica che aggiorni la proprietà dei beni.

    All’interno del prospetto di liquidazione delle imposte (il calcolo delle tasse da pagare per ereditare), l’imposta di bollo è una voce fissa. Nella maggior parte dei casi, per ogni nota di trascrizione, l’importo da versare è di 64,00 euro. Se gli immobili si trovano in comuni diversi che fanno capo a conservatorie differenti, l’imposta va pagata per ciascun ufficio territoriale coinvolto. Sottovalutare questo aspetto porta spesso a versamenti parziali: se paghi 64 euro convinto che bastino per tutto il patrimonio, ma gli immobili ricadono sotto due uffici diversi, la pratica rimarrà ferma a metà.

    Come compilare il Modello F24 Elide senza errori

    Il codice 750T non può essere inserito nel modello F24 ordinario che usi per l’IRPEF o l’IVA. Devi utilizzare obbligatoriamente il Modello F24 ELIDE (Elementi Identificativi). Questo modello è strutturato per legare il pagamento a una specifica pratica o a un ufficio territoriale ben preciso.

    Ecco i campi che richiedono la massima attenzione per evitare che il pagamento “vada perso” nei sistemi dell’Agenzia delle Entrate:

    Il codice ufficio

    È il dato più importante. Ogni ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate ha un suo codice (composto da tre caratteri, come T03 o K01). Devi inserire il codice dell’ufficio competente per il territorio in cui si trova l’immobile. Se inserisci il codice ufficio della tua città di residenza ma la casa ereditata si trova altrove, il pagamento non verrà mai visto dall’ufficio che deve lavorare la pratica.

    La sezione “Erario ed Altro”

    • Tipo: va inserita la lettera F (che sta per Registro).
    • Codice tributo: qui va inserito 750T.
    • Elementi identificativi: in caso di successione, spesso si inserisce il codice fiscale del defunto.
    • Anno di riferimento: si indica l’anno dell’apertura della successione (l’anno del decesso) o l’anno in cui si presenta l’atto.

    Cosa succede se si commettono errori nel versamento del bollo?

    Sbagliare il codice tributo o omettere il versamento del 750T non porta solo a sanzioni pecuniarie, ma a un vero e proprio stallo burocratico. L’Agenzia delle Entrate riceve la tua dichiarazione di successione, ma se non vede il versamento del bollo corretto, non esegue la voltura catastale e al catasto l’immobile risulterà ancora di proprietà della persona deceduta. Se dopo qualche mese decidi di vendere quella casa, il notaio bloccherà l’atto perché manca la “continuità delle trascrizioni”. Ti troverai costretto a recuperare il vecchio pagamento, dimostrare l’errore o, nel peggiore dei casi, pagare di nuovo tutto con l’aggiunta delle sanzioni per il ritardo (ravvedimento operoso). Gestire bene il 750T fin dall’inizio è l’unico modo per avere la certezza che i beni siano legalmente a posto.

    Differenza tra imposta di bollo e tasse ipotecarie

    Molti confondono l’imposta di bollo (750T) con la tassa ipotecaria (codice 964T) o le imposte ipotecaria e catastale (649T e 737T), ma:

    • L’imposta di bollo (750T) è legata alla validità formale della nota che viene presentata.
    • La tassa ipotecaria (964T) serve a pagare il servizio di aggiornamento dei registri.
    • Le imposte ipotecaria e catastale sono invece calcolate in percentuale (o in misura fissa di 200€ l’una) sul valore degli immobili.

    Bisogna immaginare il 750T come il “costo della carta” ufficiale che lo Stato mette a disposizione per registrare il tuo atto. È un tassello piccolo ma necessario in un mosaico di pagamenti che devono quadrare al centesimo per permettere la chiusura della pratica.

    Trascrizioni di sentenze e altri atti immobiliari

    Il codice 750T non riguarda solo chi eredita, viene utilizzato ogni volta che un atto privato o un provvedimento del tribunale deve essere trascritto nei registri immobiliari. Se, ad esempio, una sentenza del giudice assegna la proprietà di un immobile a una persona a seguito di una controversia, l’imposta di bollo dovrà essere versata proprio con questo codice.

    Perché conservare la ricevuta del codice tributo 750T?

    La ricevuta del modello F24 Elide va conservata perché spesso l’Agenzia delle Entrate richiede che una copia di questo versamento venga allegata fisicamente o digitalmente alla domanda di voltura o alla successione. Senza la prova del pagamento, l’ufficio non è tenuto a verificare nei propri sistemi se i soldi sono arrivati.

    Inoltre, in caso di controlli futuri o se dovessi riscontrare che l’immobile non è stato volturato nonostante il pagamento, la ricevuta è l’unico strumento che hai per chiedere una correzione in autotutela senza dover pagare una seconda volta.

    Domande Frequenti (FAQ)

    Quanto si paga con il codice tributo 750T?

    L’importo standard per l’imposta di bollo legata alle trascrizioni (come nelle successioni) è di 64,00 euro per ogni nota di trascrizione. L’importo è fisso e non dipende dal valore degli immobili ereditati.

    Quale modello F24 devo usare per il codice 750T?

    È obbligatorio utilizzare il Modello F24 ELIDE (Versamenti con elementi identificativi). Non è possibile utilizzare il modello F24 ordinario o semplificato, pena lo scarto del pagamento da parte dell’Agenzia delle Entrate.

    Cosa succede se sbaglio il codice ufficio nell’F24?

    Se indichi un codice ufficio errato, il pagamento non risulterà visibile alla Conservatoria competente. Questo causerà il blocco della voltura catastale. Dovrai presentare un’istanza di correzione (autotutela) per spostare il versamento sull’ufficio corretto.

    Chi deve pagare il codice 750T in una successione?

    L’onere del pagamento spetta agli eredi. Il versamento deve essere effettuato da uno dei chiamati all’eredità (solitamente chi presenta la dichiarazione) indicando il codice fiscale del defunto nel campo “Elementi Identificativi”. 

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    Adele Guariglia
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