Codice tributo 3918: cos’è e come usarlo per l’IMU
Il codice tributo 3918 identifica il versamento dell’IMU (Imposta Municipale Propria) destinato al Comune per il possesso di fabbricati diversi dall’abitazione principale. In termini pratici, si utilizza per pagare le tasse su seconde case, uffici, negozi o studi professionali. Il versamento si effettua tramite il modello F24, inserendo il codice nella sezione “IMU e altri tributi locali” insieme al codice catastale del comune dove si trova l’immobile. Questo tributo copre sia l’acconto di giugno che il saldo di dicembre e serve a finanziare direttamente i servizi erogati dall’amministrazione locale.
Quando si deve utilizzare il tributo 3918 nel modello di pagamento
L’impiego del codice 3918 riguarda esclusivamente la quota comunale dell’imposta per quei fabbricati che non godono delle esenzioni previste per la dimora abituale. Dopo l’accorpamento tra IMU e TASI, la struttura del prelievo è cambiata, ma il codice 3918 per l’F24 è rimasto il punto di riferimento per chi possiede immobili locati o tenuti a disposizione.
In molti casi ci si imbatte nella necessità di gestire contemporaneamente i codici tributo 3918 e 3919, ed è molto importante fare una distinzione. Se per gli edifici già esistenti si indica il codice 3918 per l’IMU, per i terreni dove è possibile costruire si deve invece passare al 3919. Spesso, durante la ristrutturazione profonda di un immobile, si tende a continuare a usare il codice per i fabbricati, ma la normativa prevede criteri diversi in base allo stato del cantiere, ed è qui che molti contribuenti commettono i primi errori di compilazione.
| Situazione dell’immobile | Causale del tributo 3918 | Destinazione del gettito |
| Seconda casa o ufficio | 3918 | Comune |
| Terreno edificabile | 3919 | Comune |
| Capannone (Cat. D) – Quota fissa | 3925 | Stato |
| Capannone (Cat. D) – Quota variabile | 3930 | Comune |
Istruzioni per inserire il codice 3918 IMU nella sezione corretta
Il codice tributo 3918 per l’IMU va inserito obbligatoriamente nella sezione dedicata ai tributi locali. Non basta inserire la cifra corretta, ma è necessario che il codice catastale del Comune sia quello esatto dove si trovano le mura. Un errore molto frequente riguarda l’indicazione del numero degli immobili: se si possiedono più appartamenti nello stesso territorio comunale, le cifre vanno sommate in un’unica riga. Se invece le proprietà sono sparse in comuni diversi, serviranno righe separate, ognuna con il proprio codice catastale di riferimento.
Inoltre, nel modello F24 bisogna barrare la casella relativa alla rata che si sta pagando. Se si decide di saldare tutto in un’unica soluzione entro la scadenza di giugno, si barreranno entrambe le opzioni. Questa flessibilità permette di gestire il flusso di cassa personale o aziendale con maggiore libertà, a patto di non sbagliare l’anno di riferimento, che deve essere sempre quello in corso per i versamenti ordinari.
Quanto costa il ritardo: sanzioni e interessi per il codice 3918
Se la scadenza ordinaria del 16 giugno o del 16 dicembre viene superata, la normativa consente di regolarizzare la propria posizione con il ravvedimento operoso. In questo caso, oltre alla quota capitale indicata con il codice tributo 3918, bisogna aggiungere sanzioni ridotte e interessi legali. Per il 2026, il tasso di interesse legale è una variabile fondamentale per il calcolo corretto, poiché gli interessi maturano giorno per giorno dalla scadenza fino al momento del versamento effettivo.
Le sanzioni sono parametrate sulla velocità con cui il contribuente decide di mettersi in regola:
- Ravvedimento Sprint (entro 14 giorni): la sanzione è dello 0,1% per ogni giorno di ritardo. Se si paga dopo 5 giorni, ad esempio, la penale sarà solo dello 0,5% del capitale.
- Ravvedimento Breve (dal 15° al 30° giorno): si applica una sanzione fissa del 1,5%.
- Ravvedimento Medio (dal 31° al 90° giorno): la percentuale sale al 1,67%.
- Ravvedimento Lungo (entro l’anno): per chi regolarizza la posizione entro il termine della dichiarazione IMU dell’anno successivo, la sanzione è del 3,75%.
Tutte queste percentuali vanno calcolate sull’importo che si sarebbe dovuto versare originariamente con la causale del tributo 3918. Superato l’anno di ritardo, la sanzione standard senza ravvedimento è solitamente del 30%, a cui si aggiungono le spese di notifica degli accertamenti comunali.
Agevolazioni e casi particolari per gli anziani e le categorie fragili
Non tutti i fabbricati diversi dalla prima casa sono soggetti alla stessa aliquota piena prevista per il tributo 3918. Esistono delle eccezioni previste per legge o dai singoli regolamenti comunali che possono ridurre sensibilmente il carico fiscale. Una delle più rilevanti riguarda gli anziani o i disabili che spostano la propria residenza in istituti di ricovero o centri di assistenza in modo permanente.
In molti Comuni, l’abitazione posseduta da queste persone può essere considerata “abitazione principale” a patto che non risulti affittata. In questa circostanza, l’immobile non viene più tassato con il codice tributo 3918 per l’IMU, ma gode dell’esenzione totale (salvo si tratti di immobili di lusso A/1, A/8 o A/9). È fondamentale però consultare la delibera comunale specifica, poiché l’ente locale ha la facoltà e non l’obbligo di applicare questa agevolazione.
Altre riduzioni significative della base imponibile includono:
- Fabbricati di interesse storico o artistico: riduzione del 50% della base imponibile.
- Immobili inagibili o inabitabili: riduzione del 50% limitatamente al periodo dell’anno in cui sussistono tali condizioni.
- Affitti a Canone Concordato: per le case locate con questa modalità (legge 431/98), l’IMU versata con il codice 3918 è ridotta al 75% (uno sconto netto del 25% rispetto all’aliquota comunale).
| Tipologia di agevolazione | Riduzione della base imponibile | Codice Tributo da usare |
| Immobili storici | 50% | 3918 |
| Immobili inagibili | 50% | 3918 |
| Canone concordato | 25% (sull’imposta calcolata) | 3918 |
| Anziani in istituto | Esenzione totale (se deliberata) | Nessuno |
Calcolo e compilazione del modello F24 per il codice 3918
Per non commettere errori durante la compilazione, bisogna ricordare che l’IMU si calcola partendo dalla rendita catastale dell’immobile, aumentata del 5% e moltiplicata per un coefficiente che, per le abitazioni, è pari a 160. Su questo valore si applica l’aliquota comunale. Il totale ottenuto va inserito vicino al codice f24 3918. Se il contribuente è comproprietario al 50%, dovrà inserire solo la sua quota di competenza; il sistema dell’anagrafe tributaria incrocerà poi i dati per verificare che ogni titolare abbia usato correttamente il cod 3918 dell’imu.
Il versamento per ogni riga del tributo codice 3918 va effettuato all’euro per difetto se la frazione è inferiore a 49 centesimi, o per eccesso se superiore. Se il calcolo totale per un Comune porta a un importo inferiore ai 12 euro complessivi annui, il versamento non è dovuto. Questa soglia minima può però variare in base a quanto deciso dal singolo Comune, che ha il potere di abbassare ulteriormente questo limite.










