Lavoro, cosa si intende per prestazione occasionale

2 marten-bjork-6dW3xyQvcYE-unsplashIl mondo del lavoro è sempre più articolato e complesso, chiamato a raccogliere le sfide dell’innovazione e della trasformazione digitale ma non solo. Ci sono alcune figure che sempre più spesso compaiono nel contesto operativo aziendale e privato, lavoratori che scelgono particolari formule per operare sul territorio italiano e avviare una professione. I giovani in particolar modo sono chiamati con sempre maggior frequenza a essere imprenditori di se stessi. Tra le soluzioni più interessanti – oltre che ormai diffuse in maniera capillare – c’è senza dubbio la prestazione occasionale. Vediamo allora quale sia l’inquadramento giuridico, quali i vantaggi che offre la prestazione di lavoro occasionale e in che modo si debba procedere alla compilazione della ricevuta di pagamento. In quest’articolo, inoltre, si spiega in maniera approfondita in che cosa consista il lavoro autonomo occasionale e soprattutto perché sia esentato dalla necessità di una partita IVA.

L’inquadramento giuridico e le categorie più interessate

Per quanto concerne l’inquadramento dal punto di vista giuridico, sarà corretto affermare come il lavoro autonomo di tipo occasionale rientri nella fattispecie prevista dall’articolo 2222 del nostro Codice civile, ovvero il contratto d’opera. E’ il caso di una persona che presti un’opera o svolga un servizio a favore di un committente senza vincolo di subordinazione e con lavoro in prevalenza proprio (oltre che in assenza di un inserimento di tipo funzionale all’interno della realtà lavorativa).

In questi ultimi anni si assiste a una sempre crescente preferenza per la prestazione di lavoro occasionale. Non soltanto i giovani e coloro i quali si apprestano ad avviare una libera professione (senza aprire ancora partita IVA) scelgono questa formula. Spesso chi abbia già un impiego o sia da poco pensionato ma voglia incrementare le sue entrate ricorre a tale strumento per ottenere prestazioni lavorative di tipo non subordinato. E’ sempre bene fare mente locale su quelle che sono le implicazioni fiscali, oltre che sugli adempimenti richiesti da un punto di vista previdenziale. La cosa migliore da fare per gestire correttamente il business da un punto di vista contabile e burocratico è ricorrere alla gestione separata dei conti correnti e provare Qonto, il conto business 100% online nato proprio per  semplificare il lavoro e la quotidiana gestione finanziaria.

La natura della prestazione, che abbiamo detto essere occasionale, distingue in maniera netta questa formula dalla prestazione di lavoro autonomo (in questo secondo caso viene prestata un’opera in modo professionale e continuativo). Nel primo caso non sarà necessaria l’apertura di una partita IVA né l’emissione di una fattura.

Limiti e condizioni, documenti e ricevute

Si parla di lavoro occasionale quando il costo della prestazione non superi i 5 mila euro, dichiarati annualmente. Inoltre per quanto concerne la durata della prestazione stessa, questa non deve andare oltre i 30 giorni sempre nell’arco dell’anno. In merito alla documentazione da produrre in caso di prestazione occasionale – vista l’assenza della partita IVA e della necessità di emettere fattura – sarà necessario fare una ricevuta relativa all’importo che si percepisce. La ricevuta dovrà contenere alcune info essenziali come i dati personali e quelli del committente, la tipologia di prestazione oltre ovviamente all’importo lordo e al netto percepito.

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