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    Buoni fruttiferiInvestimenti

    BTP 2037 (4%): quotazione, rendimento netto e guida all’ISIN IT0003934657

    27/02/2026 6 Mins Read

    I buoni del tesoro poliennali, come il BTP 2037 (ISIN IT0003934657), sono dei certificati di debito emessi dallo Stato a scadenza superiore all’anno solare. Investire in bpt rappresenta uno strumento  valido, visto che la loro rendita è alta e le cedole (guadagni da interessi) vengono pagate ogni 6 mesi.

    I BTP sono chiamati poliennali perché la loro scadenza è fissata a distanza di vari anni dalla data di emissione, nello specifico 5, 10, 15, 30 o 50 anni. Nel caso dei Btp 2037 parliamo quindi di buoni trentennali, considerata l’emissione dell’agosto 2005.

    Nei prossimi paragrafi ti spiegheremo come si muove il prezzo e quale sia l’effettivo rendimento netto dei BTP per decidere se mantenere il titolo in portafoglio o inserirlo oggi in una strategia di asset allocation.

    Indice

    Toggle
    • Cos’è il Buono del Tesoro Poliennale 2037?
      • Le principali varianti del BTP 2037 a confronto
    • Quotazione BTP 2037: perché il prezzo è così sensibile ai tassi BCE?
    • Rendimento netto e tassazione agevolata: quanto si guadagna davvero?
    • Rischi e opportunità: conviene investire nel BTP 37 oggi?
    • Come acquistare il titolo sul MOT (Mercato Obbligazionario Telematico)
    • FAQ – Domande Frequenti BTP 2037
      • Articoli correlati:

    Cos’è il Buono del Tesoro Poliennale 2037?

    Per comprendere la portata di questo investimento, dobbiamo isolarne gli elementi strutturali che lo rendono unico. Emesso originariamente nell‘agosto del 2005, il BTP 2037 è nato come un titolo a lunghissima scadenza, destinato a finanziare il debito pubblico su un orizzonte temporale che all’epoca appariva quasi infinito. La sua caratteristica principale è la cedola fissa del 4% lordo annuo, corrisposta attraverso due stacchi semestrali posizionati al 1° febbraio e al 1° agosto di ogni anno.

    Questo tasso del 4%, che in periodi di tassi negativi appariva come un miraggio irraggiungibile, oggi si confronta con un mercato che ha subito una metamorfosi radicale. Nonostante le nuove emissioni possano presentare cedole apparentemente simili, la “vecchiaia” di questo titolo lo rende un benchmark insostituibile. Il rimborso, come per ogni BTP tradizionale, avverrà alla pari, ovvero a 100 centesimi per ogni euro di valore nominale investito, esattamente il primo giorno di febbraio del 2037. La durata residua, pur essendosi accorciata sensibilmente dalla data di emissione, mantiene il titolo nell’area delle scadenze lunghe, esponendolo a dinamiche di prezzo che richiedono una gestione oculata e non improvvisata.

    Le principali varianti del BTP 2037 a confronto

    Per operare con consapevolezza su questa scadenza, bisogna distinguere tra i diversi strumenti emessi dal Tesoro, ognuno con caratteristiche specifiche di rendimento e struttura:

    Titolo BTP 2037 Codice ISIN Caratteristiche Cedola Profilo Investitore
    BTP 1 Febbraio 37 4% IT0003934657 Fissa al 4% (semestrale) Cassettista in cerca di rendita elevata
    BTP Green Ottobre 37 – Fissa (Sostenibile ESG) Investimento etico e ambientale
    BTP Futura Marzo 37 IT0005442097 Crescente (Step-up) + Premio PIL Retail con orizzonte di lunghissimo periodo
    BTP 0,95% Marzo 37 IT0005433195 Fissa allo 0,95% Trading speculativo su variazione tassi

    Quotazione BTP 2037: perché il prezzo è così sensibile ai tassi BCE?

    Il movimento del prezzo del BTP 2037 è governato da una legge finanziaria che molti risparmiatori tendono a sottovalutare e cioè la sensibilità inversa rispetto ai tassi d’interesse. Essendo un titolo con una cedola fissa e una scadenza ancora lontana, il suo valore di mercato reagisce con estrema vigoria a ogni singola parola pronunciata dal board della BCE. Quando Francoforte decide di alzare il costo del denaro per contrastare l’inflazione, il prezzo del nostro titolo inevitabilmente scende.

    Questo accade perché gli investitori iniziano a pretendere rendimenti più alti per bloccare il proprio capitale per molti anni. Se il mercato offre titoli di nuova emissione che rendono più del 4%, il “vecchio” 2037 perde appeal, e il suo prezzo deve scendere finché il suo rendimento effettivo non si allinea a quello delle nuove emissioni.

    Al contrario, in una fase di taglio dei tassi, il BTP 2037 diventa una vera macchina da plusvalenze. Chi ha acquistato il titolo durante i minimi di prezzo si ritrova in mano un asset che si rivaluta velocemente, permettendo di realizzare guadagni in conto capitale ben prima della scadenza naturale. È questa reattività a rendere il 2037 uno degli strumenti preferiti da chi non vuole solo incassare cedole, ma intende operare attivamente sulle oscillazioni della curva dei tassi. Qui puoi scoprire la quotazione del BTP 2037 in tempo reale.

    Rendimento netto e tassazione agevolata: quanto si guadagna davvero?

    Uno degli aspetti che spinge molti consulenti a inserire ancora oggi il BTP 2037 nei portafogli dei propri clienti è il trattamento fiscale di favore. Mentre la maggior parte delle rendite finanziarie è soggetta all’aliquota del 26%, lo Stato italiano continua a proteggere i propri titoli di debito con una tassazione agevolata al 12,5%. Questo delta del 13,5% non è un dettaglio trascurabile, su un orizzonte di investimento decennale, la differenza tra il netto incassato da un BTP e quello di un’obbligazione corporate o di un conto deposito può fare la differenza tra un portafoglio che batte l’inflazione e uno che ne viene eroso.

    Il rendimento effettivo a scadenza, tecnicamente chiamato Yield to Maturity, tiene conto di tre fattori: la cedola del 4%, il prezzo di acquisto e il tempo che manca al rimborso.

    Se acquisti il titolo “sotto la pari” (ad esempio a 95), il tuo guadagno netto sarà composto dalla cedola semestrale e dal recupero di quei 5 punti percentuali che lo Stato ti rimborserà a 100 nel 2037. Inoltre, le minusvalenze generate da altri investimenti possono essere compensate con il capital gain ottenuto dalla vendita di questi titoli, rendendo la gestione complessiva del patrimonio molto più efficiente dal punto di vista fiscale.

    Rischi e opportunità: conviene investire nel BTP 37 oggi?

    Il rischio principale per chi detiene il BTP 2037 non è il default dello Stato (evento che, per quanto teorizzato nei momenti di crisi dello spread, rimane estremo e protetto dalle garanzie europee), bensì il rischio di tasso e l’inflazione. Se il carovita dovesse stabilizzarsi su livelli superiori alla cedola netta del titolo per molti anni, il potere d’acquisto reale del capitale investito verrebbe lentamente intaccato.

    Dall’altro lato della medaglia troviamo però opportunità che titoli a breve scadenza non possono offrire. La cosiddetta “duration” del 2037 permette di bloccare un rendimento del 4% lordo per un periodo di tempo molto lungo, mettendo l’investitore al riparo da futuri periodi di tassi bassi o negativi. Chi ha vissuto l’era dei tassi a zero ricorda bene quanto fosse difficile trovare rendimenti positivi senza esporsi a rischi azionari elevatissimi. In questo senso, il BTP 2037 funge da “assicurazione sulla rendita“, garantendo un flusso di cassa costante che può essere utilizzato per integrare la previdenza o per coprire spese ricorrenti future. L’importante è avere la consapevolezza che, in caso di vendita anticipata, il mercato potrebbe non restituire l’intero capitale iniziale se le condizioni dei tassi sono peggiorate rispetto al momento dell’acquisto.

    Come acquistare il titolo sul MOT (Mercato Obbligazionario Telematico)

    L’accesso a questo investimento è estremamente semplice e può essere effettuato tramite qualsiasi piattaforma di home banking o tramite lo sportello della propria banca. Il BTP 2037 è quotato sul MOT, il mercato regolamentato di Borsa Italiana dedicato ai titoli di Stato.

    Trattandosi di un titolo già in circolazione da anni, non bisogna attendere un’asta di emissione, ma lo si può acquistare in qualsiasi momento durante l’apertura dei mercati al prezzo di mercato corrente.

    Bisogna tuttavia prestare attenzione al “rateo“, ovvero la parte di cedola maturata dall’ultimo stacco che il compratore deve corrispondere al venditore al momento dell’acquisto. Una gestione professionale degli ordini, magari utilizzando i “prezzi limitati” anziché l’acquisto “al meglio”, permette di ottimizzare il prezzo di carico e massimizzare il rendimento netto fin dal primo giorno.

    FAQ – Domande Frequenti BTP 2037

    Qual è il rendimento netto del BTP 2037 (4%)?

    Il rendimento netto dipende dal prezzo di acquisto. Oltre alla cedola annua lorda del 4% (3,5% netta), bisogna considerare l’eventuale capital gain se acquistato sotto la pari. La tassazione applicata è sempre quella agevolata al 12,5%.

    Cosa succede se vendo il BTP 2037 prima della scadenza?

    Vendere prima del 1° febbraio 2037 espone al rischio prezzo. Se i tassi di mercato sono saliti rispetto al momento dell’acquisto, il prezzo del titolo potrebbe essere inferiore a 100, generando una potenziale minusvalenza.

    Qual è la differenza tra BTP 2037 tradizionale e BTP Green?

    Il BTP 2037 tradizionale è un titolo di Stato generico, mentre il BTP Green è vincolato al finanziamento di progetti governativi a impatto ambientale (ESG). Entrambi godono della stessa tassazione e garanzia dello Stato.

    Perché la quotazione del BTP 2037 oscilla così tanto?

    A causa della sua lunga scadenza residua (alta duration). Il titolo è molto sensibile alle variazioni dei tassi della BCE: un taglio dei tassi tende a far salire il prezzo, mentre un rialzo lo spinge verso il basso.

    Dove posso monitorare la quotazione in tempo reale?

    Il titolo è quotato sul MOT (Mercato Obbligazionario Telematico) di Borsa Italiana. È possibile seguire l’andamento del prezzo (ISIN IT0003934657) tramite la propria piattaforma di home banking o sui siti specializzati di finanza.

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